Estate Fiesolana Memorie di un Festival
I primi anni – 1911/1914
Spetta ad Angiolo Orvieto, l’entusiasta fondatore e animatore della rivista Il Marzocco, il merito di aver restituito il Teatro romano di Fiesole alla sua originaria funzione. Fu infatti lui, insieme col barone Augusto Franchetti, insigne grecista e traduttore, ad avanzare fin dal 1901 la proposta di far rappresentare nel Teatro Romano una tragedia classica.
Ma la felice idea non poté subito tradursi in realtà: le precarie condizioni del teatro, l’ingente spesa necessaria per il restauro della cavea (20.000 lire) e anche i dubbi di molti, critici e studiosi, sull’accoglienza che un pubblico moderno avrebbe riservato ad un repertorio classico, fecero accantonare l’iniziativa.
Nel 1911, in occasione del IV Congresso Internazionale di Studi Classici, organizzato a Firenze dalla Società Atene e Roma, Angiolo Orvieto ripropone il suo progetto, sostenuto questa volta anche da un giovane fiesolano, Paolo Cantore, che in un opuscolo a favore della ripresa degli spettacoli nel teatro romano avanza un’ingegnosa ed economica proposta per la sistemazione della cavea: sostituire le gradinate mancanti con impalcature di legno.
Ottenuto dal Comune di Fiesole e dalla Soprintendenza alle antichità d’Etruria il permesso di allestire uno spettacolo, Angiolo Orvieto si lancia con entusiasmo nell’impresa, affiancato da un ristretto gruppo di fedelissimi. La scelta cade sull’Edipo Re nell’interpretazione di Gustavo Salvini, che inaugura il teatro romano il 20 aprile, più o meno la stessa data in cui gli Ateniesi celebravano le Grandi Dionisie.
In un teatro gremito di pubblico la rappresentazione è un trionfo, sancito il giorno dopo anche dalla stampa, che nota come a Fiesole spetti il merito di aver ricondotto – primo in Italia – la tragedia classica in un teatro all’aperto. A un mese di distanza, il 21 maggio 1911, L’Edipo Re si replica davanti a ospiti d’eccezione: la regina Margherita, in onore della quale viene declamata l’ode Alla Regina, del Carducci, e i Granduchi di Russia.
E’ l’inizio della rinascita del Teatro Romano di Fiesole, che vedrà successivamente le rappresentazioni dell’Oreste, delle Baccanti e dell’Aminta.
Nel 1913 si costituisce anche un Comitato del Teatro Romano di Fiesole, allo scopo di rappresentare nel teatro, in maniera continuativa, spettacoli classici. La guerra giunge ad interrompere una vicenda teatrale che, dopo un brillante inizio, stenterà in seguito per molti anni a ritrovare i momenti felici degli esordi.
Fra le due guerre – 1918/1939
Il periodo tra le due guerre fa registrare al Teatro romano spettacoli sporadici e, tranne poche eccezioni, mediocri.
Le rappresentazioni riprendono ancora prima della fine della guerra con l’Agamennone e La dodicesima notte che si recitano a beneficio dell’Opera di assistenza di guerra. Si forma un’apposita compagnia, con Gualtiero Tumiati regista e interprete principale, e si costituiscono anche un Comitato d’onore, composto da personaggi illustri fiorentini e fiesolani, e una Commissione di controllo incaricata di curare la qualità degli spettacoli. Per l’occasione, si stampa anche un numero unico, con articoli dedicati al Teatro Romano, a Tumiati e agli spettacoli rappresentati.
In questi anni, il Teatro ospita anche manifestazioni diverse: concerti (quello dell’Orchestra Grigio Verde nel 1918, e quello dei Cantori di Firenze, organizzato dalla Società di Mutuo Soccorso dei dipendenti del Nuovo Giornale, nel 1921), e anche una Commemorazione dantesca con Gustavo Salvini che recita alcuni canti dell’Inferno.
La stagione 1922, da maggio ad agosto, è interamente dedicata a D’Annunzio. Molto attesa la presenza del poeta, che invece, nonostante un’apposita commissione vada a Gardone espressamente per invitarlo, non presenzierà mai agli spettacoli. In compenso, il “vate” concede il suo patronato al Teatro e forma un Comitato permanente per farne un centro di cultura che diffonda il nome di Fiesole per il mondo intero.
Dopo qualche spettacolo di un certo rilievo nel 1923 (L’amore dei tre re di Sem Benelli, che dirige personalmente, con masse imponenti e anche 50 cavalli; Edipo Re interpretato da Annibale Ninchi, e Maria Stuarda nell’interpretazione di Italia Vitaliani) e molte trattative fallite negli anni successivi, si arriva al 1930, con le rappresentazioni de La Tancia di M. Buonarroti il Giovane, con la Compagnia di Guido Salvini.
Intanto, anche la programmazione del Teatro romano è passata sotto il diretto controllo del Regime.
Nell’aprile 1930 Alessandro Pavolini, segretario federale del Fascio fiorentino, istituisce un Comitato permanente per la commedia classica al Teatro romano di Fiesole, e a presiederlo chiama Ugo Ojetti. Scopo del Comitato è ripristinare l’uso degli spettacoli all’aperto a Fiesole, dando alle manifestazioni un carattere stabile. Da allora, gli spettacoli si susseguono con una certa continuità, con una netta preponderanza di opere di autori toscani.
Nel 1939 la Pro Fiesole e il Dopolavoro Comunale costituiscono il Comitato per la l’Estate Fiesolana e organizzano un corso di spettacoli rappresentati dalla Compagnia del Dopolavoro Rionale “G. Berta” di Firenze diretta da Athos Ori, vincitrice del concorso nazionale filodrammatico. Gli spettacoli sono funestati dal maltempo, ma anche dai provvedimenti annonari, militari e antiaerei determinati dalla preoccupazione dell’entrata in guerra, che di fatto costringerà a sospendere ogni ulteriore attività teatrale.
Il tentativo di rinascita – 1946 /1961
Nel secondo dopoguerra, la gestione del Teatro romano viene condotta dal Comune di Fiesole in collaborazione con la Pro Loco. Accantonata l’idea di costituire un ente autonomo, l’Amministrazione Comunale opta per gestire gli spettacoli attraverso un’apposita commissione. Della sezione artistica di questa nuova commissione fanno parte, tra gli altri, Alessandro Bonsanti, Vittorio Gui, Cesare Luporini. L’intenzione è quella di dare nuovo sviluppo all’attività teatrale e favorire di conseguenza una ripresa del turismo. Di fatto, la voce spettacoli al Teatro romano risulta sempre in passivo e l’Amministrazione comunale è costretta a ridimensionare i propri progetti, rinunciando spesso a iniziative già programmate. Frequente è la richiesta di contributi governativi, che peraltro non giungono mai, facendo naufragare le progettate stagioni liriche e di prosa. Sempre nell’intento di risollevare le sorti del teatro, nel 1951 il Sindaco di Fiesole chiede a quello di Firenze che il Comitato del Maggio Musicale Fiorentino includa nel proprio programma qualche rappresentazione all’aperto da tenersi a Fiesole; ma anche questo tentativo fallisce. E più volte dai documenti emerge una certa rivalità tra Maggio Musicale e manifestazioni fiesolane, con la netta convinzione da parte dei fiesolani che da Firenze si vogliano boicottare gli spettacoli al Teatro Romano.
Più verosimilmente, lo scarso successo delle rappresentazioni è da attribuire a una programmazione non eccelsa, con spettacoli di livello spesso scadente.
Inoltre, sempre più spesso il teatro viene concesso per manifestazioni politiche, sportive e associazionistiche.
Solo dal 1960 con gli spettacoli programmati a Fiesole dall’A.R.T.I.F. (Associazione Rinascita Teatro in Firenze), molti dei quali interpretati dalla Compagnia del Teatro Romano di Fiesole, e con la successiva istituzione di un ennesimo Comitato per le manifestazioni fiesolane, l’attività teatrale a Fiesole decolla definitivamente, caratterizzandosi nel tempo per la continuità e il livello artistico degli spettacoli.
Il rilancio – 1962/1974
In questi anni l’intervento dell’Amministrazione comunale di Fiesole nel campo della cultura acquista un posto di primo piano per iniziativa del pittore Fernando Farulli, vicesindaco e assessore alla cultura dal 1960 al 1976, grazie anche al felice incontro e al lungo sodalizio che realizza con Adriano Latini, sindaco di Fiesole dal 1965 al 1980.
Nel 1962 viene istituito il Comitato cittadino per le manifestazioni artistiche e culturali dell’Estate Fiesolana, che organizza il primo festival con un programma organico e strutturato, dedicato contemporaneamente alla musica, alla pittura contemporanea e al teatro.
A partire da questo momento l’Estate Fiesolana ha uno sviluppo continuo e propone iniziative particolarmente riuscite. Farulli, con l’assidua e fertile collaborazione del fratello musicista Piero, rivitalizza l’Estate fiesolana realizzando manifestazioni che spaziano dal cinema al teatro, alla musica, alla danza e alla pittura.
Anima e sostiene il Premio di Pittura Città di Fiesole (1959) e istituisce il Premio ai Maestri del Cinema (1966).
Parallelamente procede la riflessione sul modo di fare cultura, e nel maggio 1966 l’Amministrazione comunale organizza il Convegno Nazionale Musica e Cultura che sancisce la nascita del Comitato Permanente Musica e Cultura.
Innumerevoli artisti, critici e intellettuali giungono a Fiesole in queste occasioni, portando alla ribalta la città e facendola divenire un polo d’attrazione a livello nazionale. Ma nella politica culturale portata avanti dalla giunta del Sindaco Latini c’è una precisa volontà di coinvolgere tutti i cittadini: oltre che delle scelte politiche del Comune si intende anche renderli realmente partecipi delle sue iniziative culturali.
Nel 1970 si decide la sperimentazione di una nuova formula che avvicini e permetta quindi la fruizione della cultura, in particolare musicale, a tutte le componenti sociali. Si inaugurano così i concerti “itineranti”, che pur facendo parte del programma generale si svolgono nelle chiese, nelle scuole, nei giardini, nelle case del popolo e sulle aie di alcune coloniche. L’esperienza viene poi allargata anche alla prosa, al balletto e al cinema.
E’ in questa ottica che sono organizzate le 112 manifestazioni dell’Estate Fiesolana del 1972, itineranti in tutte le frazioni e località del Comune.
Nello stesso anno si sperimenta con Maurizio Pollini il “concerto-assemblea” come rapporto originale tra artista e pubblico, tra luogo di rappresentazione e fiesolani.
La gestione dell’Ente Teatro Romano – 1975/1993
Alla fine degli anni Sessanta, la programmazione e la realizzazione dell’Estate Fiesolana raggiungono una tale complessità e onerosità, anche finanziaria, che si pone il problema di costituire un ente apposito che provveda autonomamente alla gestione delle manifestazioni e attiri contributi e finanziamenti esterni all’Amministrazione comunale.
Già nel 1970 il Consiglio Comunale di Fiesole delibera la costituzione di un Ente autonomo, ma saranno necessari alcuni anni e varie elaborazioni dello statuto istitutivo prima che tale organismo diventi operante.
L’Ente Teatro Romano (ETR) di Fiesole si costituisce legalmente nella sua forma definitiva nel marzo 1975. Come previsto dallo statuto, l’Ente è un istituto di cultura che agisce senza finalità di lucro al fine di diffondere e promuovere le attività inerenti al teatro, la musica, il cinema, il balletto e le arti visive; per questo scopo annualmente, nel periodo compreso fra giugno e agosto, deve provvedere all’allestimento del festival internazionale denominato “Estate Fiesolana”. L’ETR nasce come associazione tra Comune di Fiesole, Comune e Provincia di Firenze, Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo di Fiesole. Le manifestazioni vengono però promosse anche con la collaborazione del Ministero del Turismo e dello Spettacolo e della Regione Toscana. A complemento degli spettacoli presentati, l’Ente organizza convegni e seminari di studio di livello nazionale e internazionale.
Nell’estate del 1981 nasce il Centro Internazionale di Drammaturgia (Cid) con la finalità di promuovere l’incontro tra autori, drammaturghi, registi e attori, per favorire la creazione e la rappresentazione di nuovi testi teatrali e sviluppare attività didattiche.
La sempre più intensa attività artistica dell’Ente e la necessità di limitare le spese per gli allestimenti degli spettacoli, suggerì anche la creazione di un laboratorio di scenografia teatrale, il Laboratorio di Macchineria Teatrale, che provvedeva a realizzare gli allestimenti scenici e tecnici necessari per lo svolgimento dell’attività dell’Estate Fiesolana e, come attività collaterale, promuoveva corsi di qualificazione per personale teatrale.Riassumere in poche righe l’attività artistica prodotta in proprio o presentata nelle Estati Fiesolane gestite dell’ETR sarebbe veramente riduttivo.
Vogliamo perciò ricordare solo due eventi a titolo puramente esemplificativo: la costituzione dell’Orchestra Giovanile Toscana (1980) e la messa in scena della trilogia mozartiana: Così fan tutte, Le nozze di Figaro e Don Giovanni sotto la direzione artistica del maestro Piero Farulli (1988-1990).
Gestione pubblica e intervento privato – 1993/2002
Dopo lo scioglimento dell’Ente Teatro Romano la Regione Toscana, i comuni di Fiesole e Firenze e la Provincia di Firenze stipulano un accordo di programma per garantire continuità all’Estate Fiesolana e per assicurare nuova vita all’ormai tradizionale cartellone di spettacoli teatrali, concerti, balletti e proiezioni cinematografiche, che ogni anno richiama migliaia di spettatori.
L’organizzazione, promozione e gestione del programma è affidata alla Fondazione Toscana Spettacolo che si avvarrà della collaborazione della Mediateca Regionale Toscana e dell’Orchestra Regionale Toscana.
Nonostante il poco tempo disponibile, già nell’estate del 1993 si riesce a realizzare un originale cartellone a cui collabora anche l’Associazione Palcoscenico Firenze. Il filo conduttore che attraversa e collega i diversi momenti espressivi è il tema dell’immaginario e del fantastico.
Nel 1994, dopo alcuni anni di interruzione, riprende vita il Premio Fiesole Maestri del Cinema, con l’attribuzione del riconoscimento a Wim Wenders.
Negli anni successivi si alternano sul palcoscenico fiesolano comici come Leonardo Pieraccioni, Paolo Rossi, Alessandro Benvenuti, il ballerino Joaquin Cortes, il cantante Giorgio Gaber, Bob Wilson e tanti altri artisti di fama.
Nel 1998 l’accordo di programma fra i quattro enti che supportavano la realizzazione dell’Estate Fiesolana viene sostituito da una convenzione alla quale non partecipa la Regione Toscana.
Cessa anche la collaborazione con le fondazioni regionali e il Comune di Fiesole individua un nuovo partner nella Multipromo Associazione culturale che nel primo anno di attività sarà affiancata dal Teatro Nuovo di Milano. Anche in questi ultimi anni la programmazione ripercorre il tradizionale cartellone di danza, teatro e musica arricchendolo però con alcuni nuovi eventi e collaborazioni.
Fra queste si ricorda in particolare l’ospitalità accordata al Florence Dance Festival, che già nel 1998 terrà quattordici spettacoli al Teatro romano.
Ma è nell’estate 2001 che si introduce nel programma un genere teatrale che mancava a Fiesole da molto tempo: la lirica.
La 54° edizione vede infatti la nascita della prima Estate Fiesolana Opera Festival con il debutto di Carmen di Bizet e di Aida di Verdi. Il successo di pubblico riscosso dagli spettacoli porta a ripetere la proposta della lirica anche nel 2002 con la messa in scena della Tosca di Puccini e del Rigoletto di Verdi.
Dal 2003, l’organizzazione, la gestione e la direzione artistica dell’Estate Fiesolana sono tornate al Comune di Fiesole.
Il Premio Fiesole ai Maestri del CinemaFra le attività promosse dall’Estate Fiesolana rientra a pieno titolo quella cinematografica che, in quasi quaranta anni di programmazione, ha affrontato varie tematiche, più che altro legate al cinema politico o comunque di impegno civile.
Ma all’interno di questa sezione del festival c’è un evento speciale che si ripete negli anni: l’incontro con i registi che hanno segnato la storia del cinema.
Nel 1966 il Comune di Fiesole, in collaborazione con il Centro studi del Consorzio Toscano Attività Cinematografiche, l’Istituto per il Film e le Arti dello Spettacolo e l’Azienda Autonoma di Turismo di Fiesole, istituisce il Premio Fiesole ai Maestri del Cinema Italiano.
Lo scopo dell’iniziativa è quello di tributare un riconoscimento a quei registi che con la loro opera hanno maggiormente contribuito all’affermarsi della scuola cinematografica italiana nel mondo, realizzando nel corso della loro carriera film particolarmente ricchi di valori espressivi, linguistici, culturali e civili.
La manifestazione si articola in due momenti: alla realizzazione di un convegno di studi sull’opera del regista premiato segue la presentazione di una rassegna dei suoi film, la cui proiezione viene inserita nella programmazione cinematografica dell’Estate fiesolana.
A Visconti, premiato nel 1966, seguiranno Rossellini, nel 1967, e Antonioni, nel 1968. Dopo un periodo di interruzione causato dalle difficoltà economiche, il Premio rivitalizzato dal sostegno finanziario della Regione Toscana e dalla gestione dell’Ente Teatro Romano, allarga i suoi orizzonti alla cinematografia mondiale e si pone come principale finalità quella di sviluppare un dibattito intorno alle più significative personalità o momenti della storia del cinema.
Nel 1972 il Premio viene così attribuito a Luis Buñuel e, nonostante alcune vicissitudini che comporteranno periodi di sospensione dell’attività, tra il 1973 e il 2002 sarà poi assegnato ad altri venti registi di fama mondiale.
Dopo lo scioglimento dell’Ente Teatro Romano, dal 1994 al 1999 l’organizzazione della manifestazione è stata curata dalla Mediateca Regionale Toscana e successivamente, fino ad oggi, è stata gestita dal Gruppo Toscano del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani in collaborazione con la Cooperativa l’Atelier. Dal 2001 è anche rientrata, come partner, la Mediateca Regionale Toscana.
Dal 2003 il Comune ritorna protagonista
Il Comune di Fiesole, dopo cinque anni di affidamento a un gestore privato, nel 2003 riprende in mano il festival dell’Estate Fiesolana, nell’intento di rinnovare e rilanciare l’attività del più antico tra i festival estivi d’Italia.L’idea è quella di riportare l’Estate Fiesolana alla sua originale forma di festival di ospitalità delle realtà artistiche più vive e interessanti del panorama italiano, attivando una stretta collaborazione con il Comune di Firenze e altri enti dell'area metropolitana: Comune di Scandicci, Comune di Sesto Fiorentino, Provincia di Firenze, Regione Toscana. Ciò ha portato all’esigenza di individuare nuove modalità di programmazione artistica e di svolgimento del festival, che nel 2003 e nel 2004 si è presentato come un “contenitore” dell’offerta di diverse realtà: la danza con la rassegna del Florence Dance Festival, la prosa in collaborazione con il Comune di Firenze, i concerti di musica classica della Scuola di Musica di Fiesole, la musica jazz e pop con Eveneti Music Pool, il Premio Fiesole Maestri del Cinema e una rassegna di film organizzati da Mediateca Regionale Toscana, Sindacato Nazionale Critici Cinematografici e Cooperativa L’Atelier insieme al Comune. Contenitore che ha sempre più preso forma nelle due ultime edizioni, 2005 e 2006,di grande successo di pubblico, fino ad arrivare al festeggiamento della 60 edizione che vede la rinascita di un vero e proprio festival concentrato in poco più di un mese di spettacoli e manifestazioni coordinate fra loro.